CONFESSIONI di uno PSICOPATICO
( Riflessioni sugli incontri, gli scontri, le persone, i momenti, le visioni dello Psicopatico…) L’altra sera abbiamo fatto un divertentissimo servizio con la nostra emittente, alla festa in spiaggia di uno dei capisaldi del tifo giallorosso, il lidense WILLIAM BETTI detto SPADINO.
Da una parte, sigaretta pendula al lato della bocca, sta seduto un distinto, elegante,

solitario “ragazzo” di mezza età. Un problema tecnico alla telecamera impedisce momentaneamente l’inizio delle riprese. Mentre stanno provvedendo a risolvere il problema, preso dai crampi della fame, afferro un piatto di carta e lo riempio con quello che trovo. Mi siedo nell’unico posto disponibile proprio accanto al perenne fumatore dai capelli brizzolati. Traun boccone e l’altro io, tra un tiro e l’altro lui, ci presentiamo. “Stefano D’Aversa….” mi dice …. Mi brillano gli occhi…. Sapevo che il festeggiato aveva invitato alcuni amici tra cui anche ex calciatori della Roma…. “ come no… – dico io – Stefano D’aversa….io ti ho visto giocare….” E lui mi fa… “Ma che dici…sei giovane…!!!” Gli dico l’età, non senza un pizzico di malcelata soddisfazione…. Inizia uno dei più belli “amarcord” degli ultimi tempi: Il Liceo Orazio, il torneo Junior club, la mattina a vedere la primavera allo stadio “tre fontane”, i panini mangiati sotto il sole nel vecchio stadio Olimpico aspettando l’inizio delle partite, le pacifiche invasioni di fine campionato per “rubare” la maglia ai propri idoli, il ritiro della Roma a Spoleto con Helenio Herrera ed io piccolino che mi faccio la foto con Ginulfi, Scaratti, Zigoni… E quest’uomo brizzolato che mi racconta gli episodi, i momenti vissuti accanto a Di Bartolomei, Bruno Conti, Pierino Prati, con il sottoscritto che gli sciorina la formazione della Roma Primavera di inizio anni settanta : Santolamazza, Cavalieri, Sandreani, Vichi, Palmieri, Rocca………… La carriera accanto ad un mostro come Paolo Rossi, la partita contro L’Inter con la maglia della Roma…
Quest’uomo dalla perenne sigaretta, dall’andatura malinconica, quest’uomo che , dopo aver giocato nella massima serie ha abbracciato il mondo del calcio giovanile soprattutto per dare una mano, una possibilità, oggi si direbbe “una chance” a chi dalla Vita ha avuto poco o niente, mi ha aperto un porta da troppo tempo chiusa nella mia memoria…. E ho ripensato a mia madre che mi preparava i panini per il pranzo, a Stefano, Francesco, Sandrino… al mitico autobus 391 che ci portava in quelle fredde e piovose mattine d’inverno allo stadio Olimpico, noi, ragazzini poveri di soldi ma pieni di sogni, noi, che credevamo che la Vita fosse correre dietro ad un pallone…. La Vita è correre, ma di un pallone nemmeno l’ombra. Grazie Stefano: uomini come te ri-danno dignità ad un mondo che oggi ha perso di vista il suo scopo, quel mondo dello sport che, primi tra tutti, dovrebbe insegnare i valori dell’onestà e della dignità. Grazie Stefano, per quell’ora che mi hai dedicato… Sappiamo tutti e due che non è stata solo un ora, ma un vaso di Pandora scoperchiato che ha fatto nuovamente volare i nostri sogni di ragazzi, io, tifoso della magica e della Vita, Tu giovane calciatore con la valigia piena di sogni. Grazie da uno che non la manda a dire: Lo Psicopatico!
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