Diminuire le calorie per allungare la vita. Secondo la scienza, mangiare poco aiuta l’organismo a rimanere giovane: è stato verificato negli animali (moscerini, topi, macachi), mentre nell’uomo si sta facendo strada l’ipotesi che ridurre l’apporto calorico giornaliero a 1.600 calorie renda più longevi.  In un recente articolo pubblicato su Science, tre esperti di restrizione calorica hanno spiegato il perché. Tra loro c’è un italiano, Luigi Fontana, che lavora all’Istituto superiore di sanità e collabora con la Washington University: da sette anni segue 50 volontari che si alimentano seduendo le indicazioni della restrizione calorica. Vale a dire, diminuire del 25% circa l’apporto di calorie oggi consigliato (1.800-2.000 calorie per le donne, 2.000-2.200 per gli uomini).
Quando il nostro organismo è costretto a un regime alimentare ridotto (è sempre accaduto per esempio durante le carestie), attiva una sorta di economia dei consumi. Il metabolismo rallenta, frenando anche l’invecchiamento delle cellule. Grassi e zuccheri si abbassanno, allontanando malattie come diabete, tumori e malattie cardiache. Il cuore guadagna circa 15 anni di vita: in un sessantenne batte, in pratica, l’organo di un 45enne.  La dieta, precisano gli esperti, non può essere presa come oro colato né essere adatta a tutti. Ma l’idea di fondo è che attivando i geni del metabolismo «risparmiatori» si può arrivare a 80-90 anni senza ammalarsi.

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