STORIA ANTICA
Ostia  è una città romana, porto della città di Roma alla foce del fiume Tevere.
Quella che oggi chiamiamo “Ostia Antica” fu la prima colonia romana fondata nel VII secolo a.C. dal re di Roma Anco Marzio e si sviluppò particolarmente in epoca imperiale come centro commerciale e portuale, strettamento legato all’annona (approvvigionamento di grano per la capitale). Rimase centro residenziale e amministrativo dopo la costruzione dei porti di Claudio e di Traiano, ma decadde rapidamente in epoca tardo-antica, sostituita dal centro portuale di Porto e fu abbandonata in epoca altomedievale. Le rovine della città furono scavate a partire dagli inizi del XIX secolo: si sono conservati insieme ai monumenti pubblici, numerose case di abitazione e strutture produttive, che ne fanno un’importante testimonianza per la vita quotidiana antica. Nel territorio si impiantò l’antica città di Ostia, fondata nel corso del IV secolo a.C. come accampamento militare e sviluppata nel corso dell’età imperiale romana come centro commerciale portuale, strettamente legato all’approvvigionamento del grano nella capitale. Raggiunse i 75.000 abitanti, ma declinò con la crisi del III secolo. Ebbe una ripresa nel IV secolo come sede residenziale, mentre le attività commerciali e amministrative si erano spostate nella città di Porto.

PORTI ROMANI

Porto di Claudio: Giulio Cesare aveva intuito la necessità di creare un nuovo porto vicino Roma ma le difficoltà tecniche e l’urgenza di altri problemi l’avevano fatto rinunciare. A causa dell’aumento del traffico commerciale che rendeva insufficiente la capacità della foce del Tevere, l’imperatore Claudio, fece costruire a partire dal 42 un nuovo porto a circa 3 km a nord di Ostia, collegato al Tevere da un canale, terminato nel 46, il canale di Fiumicino, con la formazione dell’Isola Sacra. Il Porto sarà terminato da Nerone, nel 64-66, ma era già attivo nel 62. Il nuovo porto, di forma grosso modo circolare, fu creato partendo da un bacino artificiale di ca. 90 ettari di superficie e di m di profondità, costruito utilizzando una laguna che si era formata, con il cordone sabbioso che costituiva una protezione naturale. L’entrata del bacino fu sbarrata da un’immensa diga di 758 m di lunghezza e 3 m di larghezza, lasciando per l’entrata al porto un passaggio di 206 m, tra la diga ed un molo lungo 600 m e largo 12 m, il cosiddetto monte Giulio, situato a nord-est sulla terra ferma. Furono creati attracchi ed horrea sui due bracci del porto, che in complesso coprivano più di cento ettari, per facilitare gli scambi e lo stoccaggio delle merci. All’estremità della grande diga fu eretto un faro, simile a quello del porto di Alessandria, utilizzando come fondazione la nave utilizzata dall’imperatore Caligola per portare dall’Egitto l’obelisco che attualmente si trova in Vaticano. La nave fu riempita di pietre, quindi fatta affondare per far così affiorare un isolotto artificiale. Secondo i ricercatori i lavori richiesero l’intervento di 30000 operai e di 2000 buoi durante 20 anni.


Porto esagonale di Traiano: questo nuovo porto era troppo esposto alle insidie delle tempeste.Tacito riporta che già nel 62, prima che i lavori fossero portati a compimento, una tempesta affondò 200 navi. Inoltre il suo mantenimento era estremamente costoso. Quindi l’imperatore Traiano fece costruire da Apollodoro di Damasco un nuovo porto, il Porto di Traiano, più funzionale e più arretrato rispetto a quello di Claudio. I lavori durarono dal 100 al 112, con la creazione di un bacino di forma esagonale con lati di 358 m e profondo 5 m, con una superficie di 32 ettari e 2000 metri di banchina. Fu costruito un ulteriore canale, ed il collegamento ad Ostia fu assicurato da una strada a due corsie. Facilmente identificabile nelle foto satellitari alle coordinate 41°46′30″N 12°16′00″E / 41.775, 12.26667. Al Portus Traiani, furono costruiti magazzini e depositi per permettere la miglior conservazione delle derrate alimentari.

STORIA MEDIEVALE

L’acquedotto cessò di funzionare alla fine del V secolo e la città decadde ulteriormente. Nel 537, nel corso di un assedio dei Goti fu difesa dal generale bizantino Belisario e i pochi abitanti si asserragliarono nel teatro, trasformato in fortezza. Nel IX secolo fu saccheggiata dai Saraceni e definitivamente abbandonata per la nuova città di Gregoriopoli, voluta da papa Gregorio IV.

GREGORIOPOLI: III secolo.

Essendo il punto d’arrivo dei cristiani provenienti dall’oriente, Ostia divenne sede episcopale già nel III secolo. La cattedrale era la piccola basilica di santa Aurea, dove era stata sepolta santa Monica madre di sant’Agostino. Il titulus di Santa Aurea, la più antica delle diocesi suburbicarie, veniva attribuito al Decano dei vescovi: questi poteva consacrare vescovo il nuovo papa qualora non lo fosse, ed era tradizionalmente il suo principale assistente. Il titulus di Ostia fu unito a quello di Velletri da papa Eugenio III nel 1150. Papa Pio X nel 1914 tornò a separare le cattedre e a legare Ostia alla persona del Decano.  Nella generale crisi del Medioevo anche la città e il porto di Ostia andarono in rovina. Ostia rimaneva tuttavia la porta d’accesso a Roma dal Tevere, lungo il quale risalivano pellegrini mercanti e delegazioni giunte via mare, ma anche i pirati saraceni (alla vittoria di papa Leone IV nell’849 sui Saraceni si riferisce appunto l’affresco di Raffaello nelle stanze vaticane citato sotto, che riproduce il castello com’era nel ’500). Nel IX secolo fu quindi fortificato, ad opera di papa Gregorio IV, il borgo nato per dare rifugio agli operai delle saline lungo la via Ostiense. Andata in rovina la città, insabbiato il porto, il borgo si chiamò, dal suo fondatore, Gregoriopoli. Le ristrutturazioni furono diverse.

La più rilevante fu quella operata alla fine del ’400 dal vescovo Giuliano della Rovere, poi divenuto papa col nome di Giulio II, che fece costruire il castello, ricostruire la chiesa e rifare la cinta muraria. Architetto di questa ristrutturazione fu, a detta del Vasari, Baccio Pontelli. La struttura, pur angusta, mantenne la propria funzione difensiva fino al 1587, quando una piena straordinaria deviò il corso del Tevere, lasciando a secco anche il fossato attorno alla cinta. Il castello che era stato sede di dazio e dogana divenne praticamente inutile e cadde in rovina, utilizzato come stalla e deposito solo più dai pochi contadini e pastori della zona, ormai tutta impaludata, e – la torre – come prigione, i cui “ospiti” venivano utilizzati dall’800 per scavare il sito romano. Rocca e borgo furono restaurati in varie riprese lungo il ’900 e costituiscono oggi una sorprendente isola urbanistica, accanto ai più famosi scavi.

IL TEATRO ROMANO
Il teatro è una delle principali e affascinanti strutture degli Scavi di Ostia Antica. Esso può ospitare 4000 persone. Ancora oggi è utilizzato per piccoli spettacoli e concerti; per quanto riguarda questi ultimi, si sono esibiti al Teatro artisti come Sonic Youth (due volte: 2001 & 2007); Kings of Convenience (2005); Vinicio Capossela, Morrissey, e Mogwai (2006); Siouxsie e The Mars Volta (2008), Jethro Tull e Patti Smith (2010). Nell’antichità veniva utilizzato anche per spettacoli riguardanti giochi d’acqua e veniva riempito come il Colosseo.

LA NECROPOLI
La necropoli di ostia è ubicata fuori dalle mura, come era tradizione a Roma, sulla via Ostiense. Sono state ritrovate tombe risalenti al II sec a.C., anche se quelle attualmente visibili appartengono al periodo che va dall’epoca augustea fino al II sec d.C. Una seconda necropoli, che venne realizzata nel periodo seguente al 50 d.C. lungo la parallela via Lauretania, sono presenti due tombe monumentali che vennero costruite sul mare, come anche quella di Cartilio Poplicola.

IL TEMPIO DI ERCOLE
Sulla via degli Horrea Epagathiana sul versante sinistro si trovano la Domus di Amore e Psiche e il Tempio di Ercole. Quest’ultimo, dedicato alla divinità di Ercole Invictus, era caratterizzato da un podio tufaceo e fu utilizzato per lungo tempo, come testimoniano i numerosi restauri. Presso questo piccolo tempio è stata ritrovata una stele che raffigurava dei pescatori con delle reti con cui recuperavano un’enorme statua di Ercole dal fondale marino. Gli studiosi hanno ipotizzato che questa statua provenga da una nave Romana naufragata, che tornava in patria dopo uno dei tanti saccheggi svolti dalle legioni Romane in Grecia. Dopo il ritrovamento della statua fu edificato il tempietto in onore di Ercole. Purtroppo fino ad oggi questa statua non è stata ancora trovata e non si sa nulla della sua fine. Se questa ipotesi fosse vera, la stele ora custodita nel Museo Archeologico di Ostia Antica, è il primo documento di archeologia subacquea.

Altre informazioni storiche e curiosità su Ostia Antica sulla pagina dedicata in Wikipedia e su Imperivm Romanvm.

VI SEGNIALIAMO  ANCHE:

www.stagnidiostia.nelsito.it – di Davide Lucia