Il Parco urbano Pineta di Castel Fusano è un’area protetta istituita nel 1980 dalla Regione Lazio.

Di nascita molto antica, la Pineta copre un’area di 916 ettari e si trova a cinque chilometri a sud-est della foce del Tevere. È la più ampia area verde di Roma. Dal 1996 la Pineta di Castel Fusano fa parte della Riserva naturale del litorale romano.

I confini della Pineta sono dati a nord-ovest dal Canale dei Pescatori e a sud-est dalla Tenuta di Castel Porziano.

STORIA
L’area della pineta si trova dalla parte del Lido di Ostia su cui, secondo Virgilio, i fati condussero Enea. Come attestano le parole di Silvio Italico e di Virgilio il pino era già presente nell’area. L’area del Parco Urbano già in epoca romana era attraversata dai collegamenti tra Roma e il mare, con l’antica via Severiana voluta nel 198 d.C. dall’imperatore Settimio Severo. In epoca medievale, alcuni atti dimostrano l’abbondanza di selvaggina e il suo sfruttamento da parte degli ostiensi. L’area verde faceva parte del circondario del Castello di proprietà della famiglia Orsini, che era una delle famiglie italiane con maggior numero di feudi. Nel XVII secolo, parti dell’area sono stati successivamente di proprietà del Monastero di San Saba, della famiglia Corona, della famiglia dei Fabi, e poi dei Mazzinghi. Sul terreno si allevavano cavalli e bufale, mentre il bosco era usato per ricavarne carbone e fascine e per scopi venatori.
Nel 1620 Vincenzo Mazzinighi cedette la porzione detta Tumoleto di Fassano al Cardinale Giulio Sacchetti, membro della famiglia Sacchetti, già affittuaria della limitrofa tenuta di Decima. La famiglia Sacchetti riunì insieme anche la tenuta di Spinerba e il Casale di Fusano, per un totale di più di 2000 ettari di terreno nel 1634. Nel 1713 i Sacchetti trasformarono l’area in pineta, coprendo artificialmente la proprietà di circa 7000 pini domestici (Pinus pinea) e piantando vicino al mare numerosi lecci (Quercus ilex), ad arricchire la macchia mediterranea sempreverde. Furono piantumati anche olmi, pioppi e salici lungo le sponde dei canali. Nel 1755 il Principe Agostino Chigi acquistò la pineta dai Sacchetti. Nel 1888 i Chigi affittarono l’area a Re Umberto I.
Nel 1932 il Governatorato di Roma acquistò la pineta dal principe Francesco Chigi, che tenne per sé il Castello e parte della tenuta, e il 21 aprile 1933 la pineta è stata aperta al pubblico. Dal secondo dopoguerra la Pineta è attraversata dalla via Cristoforo Colombo, collegamento storico dei romani con il mare. La Regione Lazio il 26 giugno 1980 ne fece un Parco Urbano. Dal 1987 venne istituita anche la Riserva naturale Litorale romano.con il Decreto Ministeriale istitutivo del 29 marzo 1996 la Riserva accorpò a sé le aree di interesse archeologico, agricolo e ambientale dei comuni di Fiumicino e di Roma, tra cui il Parco Urbano della Pineta di Castel Fusano. Il piano di gestione del Parco civico di Castel Fusano doveva essere approvato entro sei mesi dall’istituzione del parco.

FLORA

Uno studio floristico da parte del Dott. Lucchese ha individuato la presenza di 455 specie suddivise in 272 generi e 73 famiglie. Forte la presenza, all’interno della macchia mediterranea sempreverde, di lecci e di pini domestici (Pinus pinea) introdotto dall’uomo nei secoli scorsi. Si possono osservare, tra le varie specie, il corbezzolo, il lentisco, la fillirea, l’erica arborea, il mirto, l’alaterno, il ginepro fenicio, il rosmarino e l’osiride. Per fare pressione sulle istituzioni locali e per avere una maggiore attenzione al territorio, è stato creato il Comitato Civico Ambiente del XIII Municipio, chiamato anche Comitato Civico Entroterra XIII.


FAUNA

L’area era fin dall’antichità ricca di selvaggina e uccelli. In alcuni periodi l’eccessivo sfruttamento venatorio portò le autorità locali a emettere dei divieti di caccia per le popolazioni limitrofe; per esempio, il 5 giugno 1277 si fece “divieto di uccellare e transitare senza autorizzazione”. La famiglia Sacchetti, in seguito, ripristinò l’autorizzazione “ad uccellare e a cacciare cinghiali, caprioli, cervi, lepri, istrici, e ricci”, ma l’attività fu probabilmente eccessiva dato che un secolo dopo un chirografo di papa Benedetto XIII istituì nuovamente la riserva di caccia con pene severe per chi contravveniva. Nel passato erano presenti grandi mammiferi oggi estinti nell’area: il cervo (Cervus elaphus), il capriolo (Capreolus capreolus), il cinghiale (Sus scrofa), il daino (Dama dama). Attualmente si incontrano volpi (Vulpes vulpes), donnole, faine, ricci (Erinaceus europaeus), istrici (Hystrix cristata), talpe (Talpa europaea), conigli selvatici (Oryctolagus cuniculus) e tassi. Sull’area sono presenti anche numerosi volatili, come picchi, upupa (Upupa epops), capinere (Sylvia atricapilla), scriccioli (Troglodytes troglodytes), occhiocotti (Sylvia melanocephala), pettirossi, codirossi (Phoenicurus phoenicurus), cuculi, picchi, cannaiole (Acrocephalus scirpaceus), garzette (Egretta garzetta), aironi (Ardea purpurea e Ardea cinerea), martin pescatori (Alcedo atthis), gallinelle d’acqua (Gallinula chloropus), cavalieri d’Italia (Himantopus himantopus), altre specie tipiche della macchia mediterranea.
Nel 1986 sulla fauna è stato fatto uno studio da Italia Nostra, ma già in precedenza erano stati compiuti studi sull’ avifauna, in particolare tra il 1930 e il 1938 da parte dell’ Osservatorio Ornitologico di Castel Fusano.
Si possono incontrare anche specie di insetti rari.

GLI INCENDI

Nota dolente! La pineta viene spesso colpita dall’azione di piromani o da incendi di origine non identificata. Sono centinaia i focolai di incendi che negli ultimi anni hanno devastato la Riserva. Alcuni, di particolare entità, hanno provocato danni ambientali difficilmente recuperabili nei prossimi secoli. Il 4 luglio del 2000, 300-350 ettari della pineta secolare e della macchia mediterranea sempreverde sono stati colpiti da un incendio, e di questi 280 ettari sono andati completamente distrutti. Altri gravissimi incendi che hanno decimato ettari di riserva di pinus pinea ci furono il 9 luglio 2002, da giugno a settembre 2003, l’11 luglio 2004 e il 1 luglio 2005. Nel luglio 2008 almeno altri 80 ettari di pineta sono stati distrutti da una serie di roghi di origine dolosa Il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare ha inserito la Riserva Naturale Statale Litorale Romano, di cui fa parte anche il Parco Urbano Pineta di Castel Fusano, tra le aree protette da tutelare in base ai Piani AIB (Attività antincendi boschivi) delle Riserve Naturali Statali, in attuazione della Legge 21 novembre 2000, n. 353.

Fonte: wikipedia

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